scritto da Nicc
Allora.. è successo che la nostra Ambasciata in Angola ci ha invitato nella settimana della cultura italiana. Al teatro Chà de Caxinde di Luanda il 22 novembre con Bob, il Defa e Lazzaro suoneremo e Shirin allestirà una mostra fotografica. La volontà è quella di raccontare alla comunità angolana e internazionale la realizzazione di un [...]
Io so quello che ci unisce. Le differenze sono evidenti a tutti. Scrivere un testo per una canzone di Laura Pausini non è facile. Non per me. Mondi lontanissimi che si vogliono bene. Cercare tra le mie parole quelle che possono essere più giuste per lei, adatte alla sua voce e alle sue melodie. Vederle [...]
Incredibile. Quanto tempo a studiare l’inizio di Driven to tears, quanto tempo a discutere se la chitarra di Message in a bottle fosse doppiata o avesse l’harmonizer, e il delay sulla batteria di Walkin’ on the moon se lo metteva lui da solo o glielo metteva il fonico? oppure l’entrata su King of pain è fuori tempo o è voluta? …e potrei continuare per ore… per ore…
Da dopodomani inizierà la distribuzione di un libro che verrà presentato il 16 maggio al Salone del Libro di Torino alle ore 20 presso la Sala Gialla. Tecnicamente molto simile alle decine e decine di altri libri che in quei giorni torinesi saranno al centro dell’attenzione. Naturalmente per me, per noi invece è un libro davvero speciale. E’ una collezione di immagini e parole degli amici presenti al Casale sul Treja quel lontanissimo e vicinissimo 30 agosto 2010. Shirin, che è una fotografa e la mamma di Lulù, le ha raccolte e cucite insieme in quella che credo sia la rappresentazione più potente di quelle ore, la testimonianza più bella di quello che in quel giorno è accaduto, di quello che considero l’unico significato possibile della parola successo.
In questi giorni sta uscendo il nuovo disco di Daniele Silvestri… Gli somiglia, ma questo gli accade spesso, ed è intriso di amicizia, che è un valore di cui parliamo più spesso in adolescenza, ma che invece con il passare degli anni dovrebbe essere sempre più importante, e lo dico non per dichiararlo ma per ricordarmelo.
Ho scritto e cantato qualcosa nel nuovo disco di Daniele e sono felice di averlo fatto. Malgrado i nostri nomi siano stati scritti molte volte uno dopo l’altro come rappresentanti della fantomatica “scuola romana” degli anni 90, in realtà non avevamo mai scritto e cantato insieme.
Si riparte. Come sempre eccitato agitato curioso e spaventato. Per la prima volta senza canzoni nuove, ma con una vita nova. Ho deciso difare un tour da solo perchè ho voglia di studiare, di entrare in quello che ho scritto, guardarlo diversamente e cercare di conoscerlo meglio prima di voltare pagina o cambiare quaderno. Perchè per un paio di mesi ho voglia di sentire la mancanza dei miei meravigliosi musici compagni di viaggio, l’estate poi sarà di nuovo stagione di musica in compagnia.
Vedere il calendario delle date è sempre guardare un quadro, un disegno formato dalle linee che congiungono le città, una dopo l’altra. Il piacere di vedere alcuni nomi e il dispiacere di non vederne altri.
Ho spesso la sensazione di essere in controtempo rispetto al ritmo delle cose. Due anni fà ero forte, con una canzone che diceva esattamente quello che volevo dire e dei risvegli che erano esattamente quelli che volevo vivere. Con orgoglio e convinzione ho cercato di fare ascoltare “Solo un uomo” attraverso il festival di Sanremo a più persone possibili. Ma nel 2009 al Festival di Sanremo non serviva “Solo un uomo”.
È stata una delusione. Due anni dopo il festival di Sanremo vuole una mia canzone, o forse vuole me e la mia storia. Credo alla vicinanza di Gianni Morandi, molto meno alla ragione televisiva. Non ho nessuna canzone che sarei in grado di cantare su quel palcoscenico, non so ancora cosa di nuovo potrà scrivere la mia penna né cosa vorrà cantare la mia voce.
Dopodomani all’interno de Il Venerdì di Repubblica potrete trovare un articolo che ho scritto sul nostro viaggio in Angola, insieme ad alcune foto dell’ospedale di Chiulo. Un modo per conoscere un po’ meglio quel luogo a cui tutti noi stiamo dedicando i nostri pensieri e gesti migliori. nicc
Padova. Camera d’albergo. Una febbre ricacciata indietro a forza per farmi reggere l’urto con un palco che si avvicina. Accendo con la solita indolenza la televisione in dotazione alla stanza, mi rendo conto che ormai la accendo praticamente solo quando ho l’influenza… Sarà perché sono più influenzabile? Comunque… Passano pochi secondi e pochi colpi di telecomando e ho l’occasione di ascoltare Maria De Filippi pronunciare la seguente frase (più o meno) «avanti “X” adesso è il tuo turno per dimostrare che sei più bravo di “Y” e che lui non merita di rimanere in questo programma..» Avvinto rimango sintonizzato…
eccoci… ritornare dall’Africa non è mai facile, raccontarla forse ancora meno, gli aggettivi più raffinati incespicano davanti alla quantità infinita delle sue sfumature. Ma mi sento ancora nitidamente addosso l’umidità di Luanda, la capitale dell’Angola, la sua frenesia di diventare velocemente qualcosa di diverso da quello che è stata per anni, il desiderio di essere un città moderna prima ancora che i suoi abitanti possano diventare dei cittadini moderni, come se la modernità fosse una qualità estetica prima di essere una possibilità di degna sopravvivenza per tutti… contrasti, speranze, umanità…

Concerto a Luanda 


